Tre giorni DETOX

EFFETTO URTO PER RIPARTIRE... CON IL CERVELLO!!!

3 giorni per sgonfiare il girovita, depurarsi ed eliminare le tossine: questo programma dietetico ad effetto d’urto è molto utile per raggiungere tale obiettivo, ma svolge anche un’azione detox sull’organismo molto utile prima di iniziare una dieta dimagrante vera e propria finalizzata alla perdita di peso.

Esempio per un menu da 3 giorni, ideale per sgonfiarsi.

PRIMO GIORNO

Colazione: Un bicchiere di acqua con limone e pilosella,(e/o altre gocce)
yogurt bianco magro, caffè senza zucchero o tea verde o infuso di caffè verde 

Pranzo: un’insalatona di verdure crude, tonno, condita con una salsa allo yogurt con limone e un cucchiaino di olio 

Spuntino: una manciata di semi di zucca oppure tre noci, caffè o tea senza zucchero o tisana diuretica o infuso di caffè verde 

Cena: mix di verdure cotte, condite con un cucchiaino di olio e limone, 100gr di pesce lesso o grigliato

Tisana relax (camomilla)

SECONDO GIORNO

Colazione: come primo giorno 

Pranzo: insalata di verdure fresche, condita con salsa di yogurt, limone e un cucchiaino di olio  

Spuntino: frutta fresca, come ananas;

Cena: minestrone con cipolle cavolo verza zucchine bietola dado vegetale senza sale (no carote o patate o legumi)

Tisana relax (melissa)

TERZO GIORNO

Colazione: come primo e secondo giorno 

Pranzo: insalata di verdure condita con una salsina allo yogurt, aglio, cetrioli e succo di limone;caffè o tea verde 

Spuntino: 100 grammi di frutti di bosco; caffè e/o tisana diuretica o di finocchio oppure fate un centrifugato con: 2 gambi di sedano, 1 finocchio, 1 cetriolo, succo di limone, ginger

Cena: salmone al vapore con verdure al vapore e un cucchiaino di olio

Tisana relax (camomilla e melatonina)

Questi tre giorni cercate di bere molta acqua, tisane, caffè verde.

Rilassatevi e ascoltate il vostro corpo.

Fate delle belle camminate (senza ammazzarvi). Dedicate tempo a voi, coccolatevi con qualcosa che vi da piacere (un libro, un bagno caldo con sale marino e petali di rosa, un massaggio rilassante, una giornata alle terme, un peeling ed una maschera per il viso, parrucchiere, manicure… insomma qualsiasi cosa che vi faccia percepire quanto è piacevole prendersi cura di se stessi)

NON È UNA. TORTURA E NEPPURE UNA PENITENZA!!!

LO STATE FACENDO PER VOI, NESSUNO VE LO IMPONE, SIETE VOI CHE AVETE DECISO DI OCCUPARVI DI VOI STESSI

GLI INFUSI CHE AIUTANO

I benefici degli infusi, unitamente all’efficacia della dieta One Day Light, contribuiranno a migliorare aspetto fisico e salute, per andare incontro alla bella stagione con una sferzata di energia e sereno benessere.  

In un litro e mezzo di acqua fredda aggiungere

  • Alburno di Tiglio 10 pizzichi (con la punta di due dita)
  • Gramigna 10 pizzichi
  • Brughiera 10 pizzichi
  • Dente di Leone 10 pizzichi

Mettere sul fuoco e portare ad ebollizione e lasciare bollire per 10 minuti, poi spegnere il fuoco e lasciare riposare per 5 minuti. Aggiungere quindi 5 pizzichi di Regina dei Prati e lasciare in infusione per altri 7 minuti. Filtrare e bere caldo o freddo durante la giornata. 

Dopo i pasti, preparare e consumare il seguente infuso:

in una tazza di acqua calda mettere

  • Liquirizia 1 pizzico (N.B. evitare di aggiungere la liquirizia se si soffre di pressione arteriosa alta)
  • Malva 3 pizzichi
  • Finocchio 3 pizzichi
  • Anice 3 pizzichi

Lasciare in infusione 5-7 minuti poi filtrare, addolcire con un po’ di miele e bere. 

I benefici degli infusi, unitamente all’efficacia della dieta One Day Light, contribuiranno a migliorare aspetto fisico e salute, e per andare incontro alla bella stagione con una sferzata di energia e sereno benessere. 

Per due volte al giorno diluire in un po’ d’acqua: 

  • Pilosella Tintura Madre, 30 gocce
  • Betulla Tintura Madre, 30 gocce
  • Fucus Tintura Madre, 30 gocce

 

GLI OLI ESSENZIALI

 Questi possono essere usati direttamente sul corpo, con dei massaggi, dispersi nell’aria con dei diffusori o uniti all’acqua della vasca da bagno e sono in grado di alleviare gli stati tensivi e/o di ansia, agendo a livello ormonale. 

Tra i più utili a questo scopo sicuramente ci sono l’olio essenziale di bergamotto, che aiuta contro l’agitazione e favorisce il sonno, il vetiver e la lavanda, rinforzanti e calmanti. La menta e l’alloro che migliorano la concentrazione e l’autostima, il sandalo che allevia le contratture e le tensioni o il pompelmo, particolarmente indicato nei cambi di stagione.

Stessa cosa vale per i fiori di Bach, per cui è sempre necessario un consulto da uno specialista, che sono in grado di equilibrare le reazioni personali infondendo energia e concentrazione. Oltre alla capacità di individuare le priorità senza farsi travolgere dalle situazioni…

…non solo, ma anche pratiche come la digitopressione o la riflessologia plantare possono influire positivamente sugli stati di stress o ansia, ovviamente se eseguiti da personale specializzato.

Lo yoga, la meditazione o specifiche tecniche di respirazione (come gli  esercizi di pranayama), discipline che aiutano a prevenire questo genere di problemi, aumentando la propria capacità di rispondere positivamente agli eventi e ritrovare e/o mantenere la calma. Permettendo di rilassare la mente, aumentare la concentrazione e riprendere consapevolezza di sé e di ciò che ci circonda.

LO YOGA

Si tratta di pratiche fisiche, respiratorie e mentali che contribuiscono al benessere personale e può essere svolto da tutti. 

Il termine Yoga (da “Yo” –unione– e “ghan” –completezza–; in alternativa dal sanscrito yuj –congiungere, unire–) etimologicamente indica la via che, attraverso la congiunzione dell’individuale con l’universale, conduce alla completezza dell’essere. 

Il primo passo del praticante dev’essere ritrovare l’armonia e l’unione tra i diversi piani di cui è composto: fisico, mentale e spirituale. In seguito, l’anima individuale (jîvâtman) può essere ricongiunta a quella universale (paramâtman). L’armonia tra i piani è spesso alterata da situazioni esterne o condizioni interiori. Attraverso lo yoga è possibile ricercare un nuovo equilibrio, un’unione armonica con il nostro essere, appunto.

 

LA MEDITAZIONE

L’obiettivo della meditazione è quello di riuscire a concentrare  l’attenzione su noi stessi, seguendo percezioni, sensazioni, pensieri ed emozioni, o sull’ambiente esterno al fine di raggiungere un livello di maggior consapevolezza e di calma interiore.

Attraverso la meditazione è possibile ridurre stress, ansia, paura e rabbia.

Sebbene i praticanti esperti consiglino due sessioni quotidiane da venti minuti, è possibile cominciare con una seduta al giorno da cinque minuti.

La posizione che assumeremo è importante, perciò, dove aver svolto un po’ di stretching per distendere i muscoli, cercheremo una postura dignitosa che non sovraccarichi le spalle, il collo e i muscoli lombari. Ad esempio, potremmo sederci a gambe incrociate sopra un cuscino (posizione del loto). Ciò che è più importante è sentirsi comodi e rilassati, avendo cura che la propria spina dorsale sostenga il peso del corpo dalla vita in su. Una volta fatto ciò possiamo chiudere gli occhi (con l’esperienza ci sarà possibile meditare anche ad occhi aperti, senza concentrare lo sguardo su di un punto, ma semplicemente mantenendo una morbida visione nel vuoto).

Un buon punto di partenza è concentrarsi sul proprio respiro, magari avvalendosi di immagini mentali (as es., il movimento della pancia che si solleva, il flusso d’aria che riempie i nostri polmoni ad ogni respiro), osservandone gentilmente la frequenza, l’intensità, il mutarne nel corso della pratica, etc.

Alcune declinazioni della meditazione prevedono la ripetizione di un mantra, ossia un suono, una parola (as es., “pace”, “tranquillità”) o una frase (“Sat, Chit, Ananda” che significa “Esistenza, Coscienza, Beatitudine”).

Esistono molte forme di meditazione. Un esempio è la scansione del corpo o body scan, attraverso la quale si pone progressivamente attenzione sulle varie parti del nostro corpo, ricercandovi sensazioni o semplicemente osservandone lo stato, la meditazione camminata, la meditazione sulla vita quotidiana, etc.

Principali benefici della meditazione

  • Attività cardiovascolare 

es.: minore possibilità di avere un attacco di cuore o di ictus,

  • Tono dell’umore
  • Risposta di Rilassamento (RR)

La Risposta di Rilassamento (RR) è uno stato psicofisiologico opposto alla risposta da stress.

La RR si manifesta quando un individuo si concentra su una parola, un suono, una frase, una preghiera, un movimento, ignorando i pensieri di tutti i giorni. 

Questi 2 passaggi, ossia la concentrazione su una particolare azione e lo shift dell’attenzione dai pensieri coscienti, determina una interruzione nel flusso di coscienza.

Esistono pratiche di rilassamento mente-corpo millenarie in grado di indurre una RR (la meditazione trascendentale, lo Yoga, il Tai Chi, il Qi Gong e alcune preghiere rituali) e pratiche più recenti e altrettanto efficaci come il rilassamento muscolare progressivo, il Biofeedback e la Mindfulness.

n un recente lavoro pubblicato sulla rivista “Plos ONE”, sono stati studiati i geni la cui espressione è modulata da diverse pratiche di rilassamento, come lo yoga, la preghiera rituale, la meditazione o il biofeedback. 

I risultati dimostravano come sia il gruppo dei praticanti esperti, sia il gruppo dei novizi addestrati, riportavano variazioni nell’espressione genica. 

La Risposta di Rilassamento, infatti, aumenta l’espressione di alcuni geni correlati al metabolismo energetico, alle funzioni mitocondriali, alla secrezione di insulina; la stessa Risposta di Rilassamento è anche in grado di ridurre l’espressione di geni correlati alle risposte infiammatoria e da stress.

Queste modificazioni nell’espressione genica sono orientate ad aumentare la produzione di energia al livello dei mitocondri, permettendo alle cellule di rispondere adeguatamente all’incremento del fabbisogno di energie, connotato standard presente in ogni condizione di stress. Le stesse modificazioni geniche riducono la produzione di radicali liberi, potenzialmente dannosi per le cellule, e i fenomeni di morte cellulare programmata (apoptosi) o di autofagocitosi.

In conclusione, i risultati davvero interessanti di questo studio indicano per la prima volta che l’elicitazione di una Risposta di Rilassamento, soprattutto in coloro che utilizzano da molti anni pratiche di rilassamento, riduce lo stress e promuove il benessere attraverso un migliore utilizzo e produzione di energia da parte delle cellule dei nostri tessuti. Curiosamente, queste modificazioni sembrerebbero indipendenti dalle tecniche di rilassamento praticate (yoga, meditazione, preghiera, etc.).

Dolore

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience e condotto da un gruppo di ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Sale (Usa), la meditazione avrebbe un potere analgesico.

Apprendimento Sensomotorio

La ricerca ha mostrato che la “semplice” attenzione consapevole (un processo mentale) sulle proprie sensazioni tattili è in grado di modificare le soglie percettive e l’acuità sensoriale.

Rimuginio

Grazie alla meditazione diventa più facile riuscire a concentrarsi sul momento presente, evitando la produzione automatica dei pensieri che ci assillano per circa la metà del tempo della veglia e che possono portare alla luce ricordi spiacevoli e contribuire al nascere di preoccupazioni per il futuro, creando così uno stato di ansia e di depressione nella persona.

 

TRE DIVERSE TECNICHE 

1. CONCENTRAZIONE: il praticante deve concentrarsi sul respiro, percependo l’aria che entra e che esce dal naso, la pancia che si riempie e si svuota, e ogni qualvolta si presenta un pensiero nella sua mente è invitato ad osservarlo con gentilezza e, in seguito, a lasciarlo andare senza attaccarvisi.

2. AMARE-GENTILEZZA: in questa tecnica il praticante deve visualizzare una situazione nella quale ha desiderato il bene di qualcuno per lui significativo, utilizzando tale immagine mentale per poi desiderare il bene degli altri.

3. CONSAPEVOLEZZA: questa tecnica consiste nel prestare attenzione momento per momento a quello che sta succedendo, a quello che arriva alla coscienza del praticante stesso, senza tentare di modificare il pensiero o la sensazione appena arrivata ma semplicemente accettandola.

Compassione

lo stato emotivo per cui siamo spinti a prenderci cura altruisticamente di chi soffre o è in una condizione svantaggiata.

Un nuovo studio condotto dai ricercatori del Waisman Center della University of Wisconsin-Madison mostra che addestrando un gruppo di giovani adulti alla meditazione compassionevole, un’antica tecnica buddhista per accrescere il senso di accudimento per le persone che soffrono, è effettivamente possibile sostenere questa disposizione nei soggetti.

Pensiero Creativo

Alcune tecniche di meditazione possono favorire lo sviluppo del pensiero creativo anche in persone che non hanno mai praticato alcun tipo di meditazione. 

È quanto emerso da uno studio condotto da due psicologhe cognitive, Lorenza Colzato e Dominique Lippelt, presso l’Università di Leiden.

Da questo studio è emerso come la pratica degli esercizi di meditazione influenzi a lungo termine alcuni aspetti della cognizione umana, tra i quali anche il modo in cui vengono concepite le idee.

Nel corso dello studio è stata indagata l’influenza delle differenti tecniche di meditazione su due principali aspetti del pensiero creativo: il pensiero divergente ed il pensiero convergente.

( *pensiero divergente= capacità di creare nuove idee

  *pensiero convergente= capacità di rintracciare una possibile            soluzione in riferimento ad un problema specifico ).

Non tutte le forme di meditazione possono avere lo stesso effetto sulla genesi del pensiero creativo: sono stati registrati punteggi migliori nella valutazione del pensiero divergente dopo aver praticato una meditazione di tipo Open Monitoring, durante la quale si richiede ai soggetti di essere recettivi di fronte ad ogni pensiero e sensazione che può insorgere nel corso della pratica meditativa. 

Non è stato invece trovato alcun effetto sul pensiero divergente a seguito di pratiche Focused Attention, focalizzate cioè su un particolare pensiero o oggetto.

Ma per quanto tempo?

Da un rincuorante dato emerso da una ricerca del Medical center di Bethesda, emerge che già solo dieci minuti al giorno di esercizi di rilassamento possono essere sufficienti per diminuire la percezione di tensione muscolare, migliorare la qualità del sonno e diminuire la percezione di stanchezza e la sensazione di fatica. 

 

LA MINDFULNESS

Mindfulness significa portare attenzione al momento presente in modo curioso e non giudicante (Kabat-Zinn, 1994).

La mindfulness è quindi un processo che coltiva la capacità di portare attenzione al momento presente, consapevolezza e accettazione del momento attuale (Hanh, 1987).

L’obiettivo della mindfulness è quello di eliminare la sofferenza, coltivando una comprensione e accettazione profonda di qualunque cosa accada attraverso un lavoro attivo con i propri stati mentali. 

Secondo la tradizione originaria, la pratica della mindfulness dovrebbe permettere di passare da uno stato di disequilibrio e sofferenza ad uno di maggiore percezione soggettiva di benessere, grazie ad una conoscenza profonda dei nostri stati e processi mentali, l’obiettivo è quello di eliminare la sofferenza inutile. 

La dottrina e la pratica meditativa buddista costituiscono probabilmente la tradizione che più di tutte incarna ed esplicita il tema della consapevolezza. Gli insegnamenti di Buddha, che vano sotto il nome di Dharma, indicano i fattori mentali che consentono all’individuo di cogliere l’essenza e la natura di ciascuna esperienza: l’aspirazione, la fiducia, l’attenzione, la discriminazione e, naturalmente, la consapevolezza.

La mindfulness potrebbe risultare un utile strumento anche nella lotta ai disturbi alimentari.

Come testimonia la letteratura scientifica, la pratica di consapevolezza è efficace nell’aumentare l’inibizione e diminuire l’impulsività. 

Dal momento che l’obesità e i comportamenti alimentari non salutari sono associati ad uno squilibrio tra le connessioni nel cervello che controllano l’inibizione e l’impulso, la mindfulness potrebbe contribuire a trattare o prevenire l’obesità.

Una nuova ricerca condotta alla Vanderbilt University School of Medicine (Chodkowski e Niswender, 2016) suggerisce che ci siano differenze negli equilibri neurali nel cervello tra pazienti normopeso e obesi, che inducono questi ultimi a mangiare troppo. 

Una perdita di peso stabile è difficile da raggiungere per questi soggetti e questo può essere dovuto al fatto che richiede cambiamenti nel funzionamento cerebrale, oltre a cambiamenti di dieta e all’esercizio fisico. 

Secondo gli autori dello studio un modo per gestire il paziente obeso potrebbe essere quello di utilizzare la mindfulness per controllare l’impulsività a mangiare troppo.